Analisi Unsic evidenzia criticità nel sistema sanitario italiano
Migliorare la sanità attraverso strumenti concreti di governance, monitoraggio e qualità delle cure rappresenta una sfida che in Italia rimane ancora aperta. Il meccanismo dell’audit & feedback, già consolidato in molti paesi europei, punta a stimolare i professionisti sanitari a modificare pratiche cliniche non sempre allineate agli standard migliori. Si tratta di un processo che, quando applicato in modo corretto, consente di ottenere risultati tangibili, come terapie più efficaci per i pazienti cronici o una significativa riduzione dei parti cesarei non necessari.
Nonostante il decreto ministeriale 70 del 2015 abbia introdotto l’obbligo di inserire percorsi di audit & feedback nei sistemi ospedalieri e territoriali, la loro applicazione è rimasta frammentata, con ampi divari tra regioni. In molti casi, le strutture italiane hanno attivato esperienze limitate e disomogenee, senza riuscire a costruire un quadro solido e omogeneo. Questo dato appare particolarmente evidente se confrontato con i progressi compiuti da altre nazioni. Nei Paesi Bassi, il programma “Visitatie” ha preso forma già alla fine degli anni Ottanta. In Germania, dal 2001 è operativo un piano nazionale di benchmarking obbligatorio che coinvolge tutti gli ospedali, con 26 parametri di misurazione. Nel Regno Unito, invece, il “Quality and outcomes framework” è stato introdotto nel 2004 e ha contribuito a migliorare qualità e trasparenza.
A fornire un quadro puntuale della situazione italiana è il Quaderno Unsic n. 29, pubblicato gratuitamente, che raccoglie l’analisi curata dalla dottoressa Emma Fitzgerald. Lo studio, che la stessa autrice definisce come “indagine preliminare in vista di un più ampio lavoro nazionale”, rappresenta già oggi una mappatura preziosa delle diverse realtà territoriali. Le evidenze raccolte mettono in luce che l’audit & feedback in Italia viene applicato soprattutto nella gestione degli eventi avversi, mentre altre forme di valutazione clinico-organizzativa faticano a entrare stabilmente nelle pratiche quotidiane.
Il documento diffuso da Unsic segnala inoltre come manchino norme chiare e vincolanti sia a livello regionale che nazionale, condizione che determina una diffusione parziale e spesso affidata a iniziative volontarie e sporadiche. Ampie evidenze dimostrano la distanza ancora marcata tra l’assistenza realmente erogata e gli standard raccomandati, con conseguenti differenze nella qualità delle cure offerte ai pazienti. Questa disomogeneità è un elemento ricorrente, che continua a generare una forte variabilità sia nei processi clinici sia negli esiti, compromettendo l’efficienza complessiva del sistema.
La fotografia che emerge dal Quaderno è nitida. In totale sono state censite 3.196 strutture sanitarie: 1.806 territoriali e 1.390 ospedaliere. Il Nord guida la classifica nazionale con 67 strutture coinvolte in programmi di audit & feedback, seguito dal Sud con 33, trainato principalmente dalla Campania, e dal Centro con 28. La regione Umbria appare in coda: soltanto quattro le realtà individuate, due territoriali e due ospedaliere, per uno 0,13 per cento sul totale italiano.
Questi numeri mettono in luce come il percorso verso un sistema più equo ed efficiente sia ancora lungo. Un maggiore impegno politico e istituzionale potrebbe trasformare lo strumento da pratica sporadica a parte integrante della gestione sanitaria, al pari di quanto già avviene in altre realtà europee. L’obiettivo resta quello di favorire una cultura della valutazione capace di incidere realmente sulla qualità delle cure, di ridurre sprechi e di promuovere sicurezza e appropriatezza.
Secondo la dottoressa Fitzgerald, la sfida principale consiste nell’integrare l’audit & feedback non solo nella gestione di singoli eventi ma come metodologia stabile e riconosciuta in tutte le aree cliniche e organizzative. La ricerca sottolinea che la strada da percorrere è complessa, ma allo stesso tempo imprescindibile per ridurre differenze e garantire equità nell’accesso alle cure.
Chi fosse interessato ad approfondire i dati e le analisi può richiedere gratuitamente il Quaderno Unsic n. 29, realizzato in lingua inglese, contattando l’Ufficio comunicazione al numero 06.58333803.

Commenta per primo