![Mario Biondi Al Jarreau E' morto Al Jarreau, un grande amico di Umbria Jazz](https://www.umbriajournal.com/wp-content/uploads/2014/07/Mario-Biondi-Al-Jarreau-678x381.jpg)
di Luana Pioppi
Mario Biondi ed i Quintorigo ad Umbria Jazz con Hypnotic Brass Ensemble e Nik West. Perugia piena di gente e di vita per l’ultimo weekend di Umbria Jazz. Ieri sera David Byrne all’Arena ha registrato il tutto esaurito, per accedere ai concerti gratuiti dei giardini Carducci e di piazza IV Novembre bisognava fare la fila. Perugia, complice forse anche il bel tempo, era più bella e viva che mai.
Questa sera, invece, ad animare il main stage del Santa Giuliana ci sarà Mario Biondi, uno dei beniamini del pubblico di Umbria Jazz che lo ha sempre accolto, ricambiato, con grande calore. Si esibiranno con lui i Quintorigo, insieme per la prima volta. Biondi presenterà il suo ultimo album intitolato “Brasil”. Si tratta di un grande omaggio al Brasile, uscito il Italia lo scorso 23 marzo. È un progetto che viene da lontano e corona un sogno per il cantante catanese. È un vero e proprio viaggio nelle molteplici sfaccettature della musica brasiliana attraverso brani inediti e rivisitazioni di grandi classici che il cantante catanese reinterpreta passando agilmente dal portoghese all’inglese, francese e italiano. Biondi è sempre stato ispirato dal Brasile anche grazie alla sua passione per Al Jarreau mi ha trasferito questa febbre – cantava le sue canzoni degli anni ottanta – e poi anche per Djavan, Ivan Lins, Jobim o Vinicius De Moraes. Il disco, il 12esimo della sua carriera, è stato registrato e prodotto in un anno di lavoro a Rio de Janeiro da Mario Caldato (già produttore di Seu Jorge, Marisa Monte e Jack Johnson) e da Kassin, collaboratore di Caetano Veloso.
Biondi ha più volte calcato il palco dell’Arena Santa Giuliana, e sempre in ottima compagnia. I frequentatori più assidui del festival ricorderanno serate straordinarie a partire dall’ esordio nel 2008 con la Duke Orchestra, a poca distanza della rivelazione di Biondi sulla scena internazionale. Tutto era cominciato con il singolo This Is What You Are (con gli High Five di Fabrizio Bosso) e soprattutto con quella voce baritonale (“il Barry White italiano”, si disse) che allora presero letteralmente d’assalto le classifiche di tutto il mondo. È tornato a Perugia il 2010 con Incognito, il 2013 con Pino Daniele, il 2014 in una lunga “vocal night” in compagnia di Al Jarreau e Take 6.
In questi anni il crooner-soul man catanese ha inanellato successi, si è concesso collaborazioni importanti, ha frequentato palcoscenici di grande visibilità come Sanremo. Mario Biondi è diventato in un tempo relativamente breve uno degli artisti italiani più popolari anche all’estero.
Hypnotic Brass Ensemble – Prima di Mario Biondi si esibiranno la “Hypnotic Brass Ensemble”, una band di ottoni che si è formata nel South Side di Chicago. È a conduzione familiare, visto che i suoi membri sono sette dei figli di una leggenda del jazz della Windy City, Phil Cochran. Trombettista della Arkestra di Sun Ra e tra i fondatori della AACM, che riunì le migliori intelligenze della avanguardia di Chicago, Cochran si curò personalmente dell’istruzione musicale dei figli, che del resto vivevano continuamente a contatto con la musica: il padre faceva le prove delle sue band in salotto. Dopo l’esordio come Phil Cochran Youth Ensemble, i ragazzi divennero la HBE e con questa sigla hanno girato il mondo e collezionato successi con il loro personale mix di jazz, funk, rock, hip hop. Senza dimenticare le radici delle marching band di New Orleans agli albori del jazz. Hanno lavorato, tra gli altri, con Prince, Gorillaz, Erykah Badu, De La Soul. Una loro canzone ha fatto parte della colonna sonora di The Hunger Games.
Nik West – Subito dopo si esibirà anche Nik West. Le sue foto sono apparse nelle copertine di tutte le riviste internazionali di basso elettrico. Del resto basta guardarla, Nik West, per capire che tutto fa di lei una star, a partire dagli eccentrici tagli di capelli e dal look glamour e anticonvenzionale. E dal vivo, la sua esplosiva presenza scenica è uno spettacolo di per sé. Ma la West non è una che si gioca tutto sul look, bensì una performer (vocalista e bassista) e songwriter di talento, con solide basi tecniche nel funky e nel soul, e con una precisa idea di cosa e come suonare. Il suo viaggio attraverso la musica è cominciato in famiglia. Il padre, bravo chitarrista, le insegnò a suonare la chitarra ritmica quanto Nik aveva 13 anni. La ragazzina formo’ le prime band con fratelli e sorelle, sempre come chitarrista, per poi scoprire il basso elettrico. In quel ruolo non tardò a farsi notare. Dave Stewart (Eurythmics) ha parlato di lei come della “versione femminile” di Lenny Kravitz e Prince. Il suo recentissimo Purple Unicorn ha avuto una nomination agli Independent Music Awards.
I concerti gratuiti – Nel frattempo, alle ore 22, al Teatro Morlacchi si esibirà il Vijay Jyer Sextet, alle 22 ad Umbrò Anat Cohen & Marcello Gonçalves. All’una di notte, per le jam session, in programma da Cesarino ci saranno Piero Odorici, Daniele Scannapieco, Andrea Pozza, Aldo Zunino, Luca Santaniello + guests resident band.
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