Aeroporto, i numeri che condannano le politiche della Marini
La risposta “piccata” della presidente Marini alle nostre questioni relative al futuro dell’aeroporto San Francesco, oltre a risuonare come una “scusa improvvisata”, confermano ulteriormente l’inadeguatezza del Partito Democratico in merito alla politica di sviluppo dell’Umbria. La realtà è che di chiacchiere se ne possono fare tante, ma alla fine sono i numeri che contano.
Sono numeri quelli che evidenziano i robusti investimenti fatti sull’aeroporto regionale, dove sono stati spesi ben 42,5 milioni di euro, di cui 12 milioni finanziati direttamente dalla Regione Umbria e che la “virata” della presidente verso l’alta velocità, di fatto rende inutili.
A fronte di questi investimenti, oggi la presidente Marini, per giustificare il fallimento delle politiche economiche regionali (la mancata presenza al tavolo governativo con i vertici Rayanair era e resta pesante ed ingiustificata) ci viene a dire che è necessario “puntare sull’alta velocità”. Anche se fosse vantaggioso, vogliamo chiedere alla Marini: Dove la vede l’alta velocità in Umbria? Non è certo con la fermata dell’alta velocità a Rigutino, in Toscana (quando e se sarà realizzata), che si risolveranno i problemi di isolamento dell’Umbria e il livello dei suoi collegamenti interni. Come pensa di risanare una Fcu che vive, ormai da anni, una situazione critica da Terni a Città di Castello ed oltre? Come pensa di rilanciare il tratto ferroviario della Roma-Ancona che ancora viaggia ad un unico binario, così come la linea Terontola-Foligno? Per non parlare poi delle condizioni drammatiche della viabilità regionale.
Sono sempre numeri quelli che oggi testimoniano in maniera impietosa la crisi della Regione Umbria che, in base ai dati Irpef, vede diminuire dell’8% il reddito complessivo basato sulla differenza tra le dichiarazioni dei redditi del 2008 con quelle del 2015. E sono numeri quelli che vedono i comuni umbri cadere in picchiata con percentuali anche in doppia cifra (dal 10% al 20%), sempre in relazione ai redditi Irpef.
E infine, sono numeri quelli che vedono la Regione Umbria, attraverso Sviluppumbria, farsi carico delle ulteriori perdite accumulate dal Tns, a distanza di due mesi dall’ultimo esborso di 7,5 milioni di euro e del Consorzio Crescendo, accollandosi milioni di euro di debito. Siamo del parere che continuare a tenere in piedi baracconi in disuso e progetti ormai falliti, non giovi a nessuno, tanto meno alle migliaia di aziende umbre che oggi sono in piena crisi e non hanno alcuna considerazione da parte della Regione.
E’ un elenco impietoso che certifica il fallimento dell’esperienza di governo della Presidente Marini. Prima la sua maggioranza ne prenderà atto, meglio sarà per i cittadini umbri.
I numeri dicono tutto per quanto riguarda la situazione ad oggi fallimentare dello aereoporto San Francesco …. I politici ragionano sempre in numeri ma stranamente quando questi si rivoltano contro allora si volta la testa dall’altra parte e si dice alla gente per distrarla: hhhhuuuuuu guarda, c’è l’asino che vola….!!!!
Siamo isolati completamente dal resto dell’ Italia e se non ci fossero quei 4 borghi medievali potremmo paragonare l’Umbria ad una piccola regione del centro Africa !!!!
La verde Umbria che aveva nelle sue campagne ed i suoi centri medioevali la sua ricchezza che portava benessere a tantissime famiglie e creava con il turismo posti di lavoro e’ stata completamente snaturalizzata con gli innumerevoli centri commerciali, mercatoni, ect … Con la cementificazione e la costruzione di palazzine sparpagliate in ogni dove, oltretutto esteticamente brutte e non in sintonia con l’ambiente circostante … Una strada che parte da Perugia ed arriva a Terni direzione bastia Foligno Spoleto che attraversa Umbria circondata da fabbriche di ogni tipo che di notte con le loro luminarie la fanno assomigliare ad una piccola las Vegas,… Tutto il contrario che un turista si aspetterebbe dalla terra di San Francesco famosa per le sue immense campagne e colline incontaminate e che non esistono più …. Non avevamo mare, non avevamo stazioni invernali, avevamo solo la bellezza della nostra semplicità e profumo dei secoli che tanto apprezzavano gli innumerevoli turisti di qualità ed invece è stato distrutto tutto nel giro di 40 anni…. C’E’ ALTRO DA AGGIUNGERE?